Dalla teoria alla pratica: il tuo primo flusso di lavoro

Se hai seguito i capitoli precedenti, hai ormai compreso l'importanza di mappare i processi prima di automatizzarli. Ora è il momento di sporcarsi le mani. In questa lezione guideremo la tua transizione verso l'operatività reale creando un workflow su n8n, una delle piattaforme low-code più potenti e flessibili sul mercato.

Per affrontare questa lezione, diamo per assunto che tu abbia già accesso a un'istanza di n8n (sia essa n8n Cloud o un'installazione locale self-hosted, come accennato nel capitolo introduttivo sugli strumenti). L'obiettivo di oggi è costruire un flusso semplice ma estremamente didattico: interrogheremo un'API pubblica per recuperare dei dati, li filtreremo e li prepareremo per un utilizzo successivo.

L'anatomia del workflow che andremo a creare

Il nostro mini-progetto si articolerà in tre fasi fondamentali, che rappresentano la struttura portante di quasi ogni automazione:

  1. Il Trigger: l'evento che avvia il flusso (in questo caso, un avvio manuale).
  2. L'Azione (Integrazione): il recupero di dati esterni tramite una richiesta HTTP.
  3. La Logica (Trasformazione): la selezione e formattazione dei soli dati che ci interessano.

Fase 1: Configurare il Trigger Manuale

Quando crei un nuovo workflow in n8n, ti trovi davanti a una tela bianca (il canvas) con un singolo nodo di partenza pre-impostato, solitamente chiamato "When clicking 'Execute Workflow'" (o Manual Trigger).

Questo nodo è fondamentale in fase di sviluppo: ti permette di testare l'intero flusso con un semplice clic, senza dover attendere che si verifichi l'evento reale (come la ricezione di un'email o la compilazione di un form).

  • Assicurati che questo nodo sia presente sul tuo canvas. Se non lo vedi, puoi aggiungerlo cliccando sul pulsante "+" e cercando "Manual Trigger".

Fase 2: Recuperare dati esterni con il nodo HTTP Request

Ora vogliamo che la nostra automazione recuperi delle informazioni da internet. Per farlo senza bisogno di configurare account o chiavi API complesse, useremo un servizio di test pubblico e gratuito: JSONPlaceholder, che simula un database di attività da fare (un elenco di "To-Do").

I passaggi operativi:

  1. Trascina una linea dal connettore di uscita del tuo Trigger Manuale, oppure clicca sul "+" alla sua destra.
  2. Cerca il nodo denominato HTTP Request e selezionalo. Questo nodo serve a inviare richieste web a qualsiasi servizio esterno.
  3. Fai doppio clic sul nodo HTTP Request appena creato per aprire il pannello di configurazione.
  4. Imposta i seguenti parametri:
    • Method: GET (indica che vogliamo recuperare informazioni).
    • URL: inserisci questo indirizzo di test: https://jsonplaceholder.typicode.com/todos/1
  5. Lascia invariati tutti gli altri parametri di default.
  6. Clicca sul pulsante in alto nel pannello del nodo per testare solo questo passaggio (solitamente indicato come "Listen for test event" o "Test step").

Se tutto è configurato correttamente, nella parte destra del pannello vedrai apparire una risposta in formato JSON simile a questa:

{
  "userId": 1,
  "id": 1,
  "title": "delectus aut autem",
  "completed": false
}

Fase 3: Selezionare e trasformare i dati

Spesso le API restituiscono molte più informazioni di quelle strettamente necessarie. Nel nostro caso, vogliamo isolare solo il titolo del task (title) e il suo stato di completamento (completed), rinominando le chiavi per renderle più leggibili in italiano.

Per fare questo, utilizzeremo il nodo di manipolazione dati standard di n8n.

I passaggi operativi:

  1. Collega l'uscita del nodo HTTP Request a un nuovo nodo.
  2. Cerca e seleziona il nodo Edit Fields (Set) (in alcune versioni di n8n potrebbe chiamarsi semplicemente Set). Questo nodo permette di creare nuove variabili o filtrare quelle esistenti.
  3. Apri la configurazione del nodo. All'interno, troverai l'opzione per definire quali valori mantenere o creare.
  4. Aggiungi un nuovo campo di tipo testo (String) e chiamalo titolo_attivita.
  5. Ora dobbiamo mappare il valore dinamico proveniente dal nodo precedente. Trascina semplicemente la voce title dal pannello dei risultati del nodo HTTP Request (visibile sulla sinistra del pannello di configurazione) all'interno del campo di testo appena creato. n8n scriverà automaticamente un'espressione simile a questa: {{ $json.title }}.
  6. Aggiungi un secondo campo di tipo booleano (Boolean), chiamalo completato e trascina al suo interno il valore completed dal pannello di sinistra (espressione: {{ $json.completed }}).
  7. Nelle opzioni del nodo, assicurati che sia attiva la spunta per rimuovere tutti gli altri campi non mappati (spesso chiamata "Keep Only Set Fields" o simile), in modo da pulire l'output finale da dati superflui come userId o id.

Fase 4: Esecuzione e verifica del workflow completo

Ora che la catena logica è chiusa, è il momento di testare l'intero flusso dall'inizio alla fine.

  1. Chiudi i pannelli dei singoli nodi per tornare alla vista globale del canvas.
  2. In basso al centro dello schermo, clicca sul pulsante "Execute Workflow".
  3. Vedrai i nodi illuminarsi di verde uno dopo l'altro, a indicare che l'esecuzione è avvenuta con successo.
  4. Clicca sul nodo Edit Fields (Set) per ispezionare l'output finale. Nella scheda dei risultati vedrai solo i dati puliti e formattati secondo le tue regole:
{
  "titolo_attivita": "delectus aut autem",
  "completato": false
}

Esercizio Pratico

Per consolidare quanto appreso, prova a modificare il workflow appena creato:

  1. Modifica l'URL nel nodo HTTP Request sostituendo il numero 1 finale con il numero 2 (diventerà quindi https://jsonplaceholder.typicode.com/todos/2).
  2. Aggiungi un nuovo campo nel nodo Edit Fields (Set) chiamato id_utente e mappalo sul valore userId proveniente dall'API.
  3. Esegui nuovamente il workflow e verifica che l'output si aggiorni correttamente con i dati del secondo task.

Questo semplice esercizio ti dimostra come, cambiando l'input o la sorgente, la struttura logica dell'automazione rimanga solida e riutilizzabile all'infinito.